venerdì 15 maggio 2015
Un senso (e che senso!)
Un post rapidissimo nel mezzo dei (benedetti e piacevoli) nuovi impegni che da qualche tempo stanno coinvolgendo l’autore del blog.
Come ogni isolese sa, il campionato è finito con il Vecchio Castagna che si è strameritato l’unico posto teoricamente disponibile per salire in Seconda categoria. L’Isolese può farsi vanto di un secondo posto che va oltre ogni più rosea previsione: se l’è guadagnato vincendo in rimonta 2-1 col San Martino in un’altra esaltante partita “da Isolese”, e l’ha confermato sistemando 2-0 il Don Bosco nel giro di 15 minuti (peccato per il resto della partita: risultato congelato ma Rivara e Navone infortunati). La sconfitta 2-1 col Davagna, a posizioni di classifica ormai definitive, è stata una buona vetrina per i giocatori meno utilizzati durante l’anno, in cui è mancata solo un po’ di fortuna.
Quindi, ora, cosa succede domenica (vedi volantino)? A livello strettamente agonistico, dobbiamo dirlo in assoluta sincerità, niente di che. Malgrado la dicitura “Finale di playoff”, non ci si gioca praticamente niente. Perché il playoff - lo avevamo già spiegato qui - non assegna promozioni dirette, ma tutt’al più rimescola la graduatoria da cui scegliere le squadre da ripescare. E il cambiamento più grosso - che è anche l’unico possibile - è che l’Isolese passi terza e l’Olimpia seconda. Il che, visti i ripescaggi a strascico che la Lega Dilettanti genovese suole operare ogni estate, non dovrebbe rappresentare un problema né per l’una né per l’altra compagine. Insomma, la partita che decide il futuro dell’Isolese non si gioca domenica ma nelle settimane successive. Non su un campo da calcio ma sulle scrivanie e nelle sale riunioni. Cominciando proprio da martedì 19 maggio, in via Dino Col, con un’assemblea a cui sono stati convocati tutti i presidenti di Terza Categoria e nella quale, presumibilmente, si inizierà ad intravvedere qualche scenario.
La lunghissima premessa ci porta a capire l’importanza della partita di domenica. Eh già, perché l’Isolese è riuscita a dare un senso a un match che di senso ne aveva poco. L’Isolese torna al Monte Moro, il campo con gli spogliatoi biancoverdi, il terreno che coi suoi troppi problemi aveva reso necessario l’amaro trasferimento a Busalla. La stagione si chiude con una vera e propria partita in casa, in tutti i sensi. L’orario (domenica alle 13) è un po’ improbabile ma non c’era margine di manovra: troppi i paletti federali su giorni e orari (per dirne una: non si poteva assolutamente giocare in notturna), che sommati alle indisponibilità delle due squadre hanno prodotto questa collocazione un po’ da lunchtime di Sky. Poco male: perché quella di domenica sarà una vera e propria festa biancoverde, con rinfresco e tutto quanto. Un’occasione per festeggiare un’annata incredibile, e per darci la carica per la prossima.
La radiocronaca diretta? Ci sarà, per chi non potrà assistere alla gara. Ma se farò il record negativo di ascolti sarò felice.
mercoledì 22 aprile 2015
Non si passa
Se l'Isolese ha riscattato la figuraccia di Sampierdarena vincendo per 2-0 contro il Ravecca è anche perché la squadra avversaria non ha quasi mai passato la metà campo.
Se la squadra avversaria non ha quasi mai passato la metà campo, però, non è soltanto per l'innegabile giornataccia della formazione biancazzurra. Il Ravecca qualche idea di gioco ha provato a metterla giù, ma si è sfaldato quando ha capito che la grande forza dell'Isolese (lo diciamo da tempo) è l'interdizione. Quando l'avversario parte dalla propria trequarti, sa che ci sarà sempre un Mignacco, un Rivara (che partita sabato!), un Tiddia, un Repetùn e tanti altri - non sto a fare l'elenco completo - piazzato nel posto giusto. Il passaggio filtrante sarà intercettato; il giocatore di fascia sarà chiuso e infine costretto a una teoria estenuante di rimesse laterali. Quando la frustrazione indurrà i rivali dell'Isolese ad abbandonare i tentativi di calcio "vero" e a provare i classici lanci lunghi alla sperindio, ecco la contraerea costituita dalle capocce ancora di Mignacco, di Schiappacasse, Bertero e Mattana. Insomma, la partita col Ravecca - ma anche, a memoria nostra, quella di ritorno col Montoggio è l'ennesima dimostrazione che il concetto di "miglior difesa del campionato" va a braccetto con quello di "miglior centrocampo".
Poi, a differenza di Montoggio-Isolese 0-2, in attacco si è vista qualche ideuzza. Brasesco, al di là del gol contro la sua squadra-vittima preferita, ha giocato la miglior partita in biancoverde. Benissimo anche i colleghi di reparto Daga e Navone: gol e occasione sfiorata per il primo, traversa per il secondo.
L'ingresso matematico dell'Isolese nei playoff è avvenuto qualche settimana fa: non l'abbiamo nemmeno sottolineato, presi com'eravamo dall'inseguimento del Vecchio Castagna. Inseguimento sul quale la scienza matematica sta per emettere verdetto: ai gialloblu basta una vittoria in una delle prossime tre partite per festeggiare. Cosa deve fare, quindi, l'Isolese? A livello di classifica, cercare di tenere oltre i 7 punti il distacco dalla quinta classificata (ora sono 11) per risparmiarsi una partita di playoff e passare direttamente alla finale per difendere il secondo posto. A livello di squadra, dimostrare di aver perso il vizio del sonnellino sugli allori, e giocare le prossime tre partite (San Martino fuori, Don Bosco in casa, Davagna fuori) al massimo. Il che significa impegnarsi, possibilmente vincere, e soprattutto eliminare una volta per tutte il viziaccio di fare troppe chiacchiere in campo. Diventare una squadra più matura, insomma. Può essere utile per l'anno prossimo, visti i ripescaggi a strascico che la Lega Dilettanti suole effettuare ogni estate.
martedì 31 marzo 2015
Galleria
Belo Horizonte, 29 giugno 1950: USA-Inghilterra 1-0.
Middlesbrough, 19 luglio 1966: Corea del Nord-Italia 1-0.
Catania, 4 giugno 1961: Catania-Inter 2-0.
Roma, 20 aprile 1986: Roma-Lecce 2-3.
Milano, 8 giugno 1990: Argentina-Camerun 0-1.
Middlesbrough, 19 luglio 1966: Corea del Nord-Italia 1-0.
Catania, 4 giugno 1961: Catania-Inter 2-0.
Roma, 20 aprile 1986: Roma-Lecce 2-3.
Novara, 20 settembre 2011: Novara-Inter 3-1.
Peccato che non esista un filmato di Sampierdarena-Isolese 2-1 del 29 marzo 2015. Altrimenti, questa galleria di clamorose sconfitte dovute a superficialità, sottovalutazione dell'avversario, esperimenti tattici, deconcentrazione, sarebbe stata completa.
martedì 24 marzo 2015
Viaggio al centro dei playoff
Buonasera, e benvenuti a una nuova puntata di "F-Files", la trasmissione che esplora i misteri del calcio.
Stavolta vi porteremo a viaggiare intorno alla creatura più strana e inquietante che popola gli incubi degli appassionati di calcio dilettantistico: i playoff di Terza categoria.
Si tratta, infatti, di un essere piuttosto infido. L'aspetto dei playoff di Terza categoria, a prima vista, è lo stesso dei suoi nobili e lontani parenti, come i playoff di Serie B (che assegnano al vincitore un sudatissimo posto in serie A) o quelli del campionato di basket (da cui esce il trionfatore dello scudetto). D'altronde il meccanismo è sempre quello. Fatto salvo che chi vince il campionato va in Seconda categoria, si scontrano in partite secche la seconda contro la quinta classificata e la terza contro la quarta. C'è da dire che se tra le rispettive coppie (2a-5a e 3a-4a) ci sono più di 7 punti, la gara non si gioca e viene data vinta alla meglio classificata. Per esempio, se il campionato finisse oggi, l'Isolese sarebbe esentata dalla partita contro l'Isolani, distante 14 punti; allo stesso modo l'Olimpia salterebbe il confronto col Ravecca (+8). Si giocherebbe lo scontro finale tra le due vincitrici (gioca in casa sempre la miglior classificata). E qui arriviamo all'inghippo.
A differenza degli esempi citati, infatti, i playoff di Terza categoria non servono a un bel niente.
O meglio, servono soltanto a rimescolare un po' la classifica. Ma quanto a sostanza, vittorie, traguardi, premi, trofei... nada de nada. La squadra vincitrice della finale dei playoff di Terza categoria non fa il giro del campo agitando bottiglie di spumante, non improvvisa balli e cori sguaiati nello spogliatoio, non va a spasso per le vie del quartiere o del paese compressa sul cassone di un'Ape Poker (siamo in Terza, i bus scoperti costano). Questo perché, dopo il triplice fischio, non ha in mano niente. Al posto del biglietto d'accesso per campionato di Seconda categoria, alla vincitrice viene consegnato metaforicamente un foglietto a quadretti con scritto a biro: "Complimenti, se dovremo ripescare una squadra, la prima telefonata la faremo a voi. Ci sentiamo semmai, intanto buone vacanze".
Proprio così: per chi non lo sapeva (non poca gente, viste le richieste di delucidazione giunte all'autore di questo blog), possiamo confermare che i playoff servono solo a creare una graduatoria nel caso in cui si liberassero dei posti nel campionato superiore. Un po' come i supplenti delle scuole: bisogna stare pronti col telefono acceso.
Ora, mi rendo conto che messa giù così è proprio brutta, quindi aggiungerò qualche dato un po' più confortante, al di là del fatto che l'Isolese è seconda e ancora in lotta per il primo posto. E cioè che tale è la strage estiva di società dilettantistiche (tra fusioni, rinunce, "congelamenti", cancellazioni) che nelle ultime tre stagioni del minimo campionato federale, i ripescaggi sono stati così tanti da tirar su in Seconda tutte le squadre che li hanno disputati, più qualcun'altra. In particolare, l'anno scorso sono state 4 le squadre ripescate. Nel 2012-13, addirittura, sono andate su otto (otto!) società "extra", praticamente mezzo tabellone. Il paradosso si è avuto in una provincia calcisticamente meno popolosa come La Spezia, le superstiti di Seconda e Terza categoria sono state accorpate in un unico campionato.
Sarà così anche quest'anno? Chi lo sa. A parte il fatto che non è bello augurarsi le disgrazie di nessuna società (basta mezza stagione per capire le spaventose difficoltà e i sacrifici necessari alla conduzione di una squadra), bisognerà capire nel caso quale sarà l'orientamento della delegazione Lnd di Genova: il dimagrimento della Seconda e l'"ingrasso" della Terza o viceversa. E comunque vada, certe decisioni vengono prese piuttosto tardi nel corso dell'estate, per cui c'è anche la possibilità di allestire una squadra senza sapere di preciso in quale categoria giocherà.
Infine, la differenza tra una bella festa ben preparata a maggio e una frettolosa a fine agosto credo sia chiara a tutti, no? Quindi sappiamo tutti cosa fare in queste ultime 5 partite. Forza Isolese!
lunedì 16 marzo 2015
Ancora in corsa
Diamo per scontato che tutti sappiano quel che è successo nel mesetto di stasi del blog. Abbiamo vinto col Granarolo, poi a casa (in esilio) del Montoggio; siamo finiti su Dribbling proprio negli stessi minuti in cui il Vecchio Castagna perdeva 4-3 dall'Avosso in una partita in cui è successo di tutto. Qualche ora dopo, sempre sullo stesso campo che poi è quello di Busalla, siamo riusciti a perdere 1-0 con l'Atletico Genova in una partita in cui è successo ancor di più. Alessio Repetto ha sbagliato un rigore, Daga (rientrato da infortunio) ha preso un palo, l'arbitro esordiente fischiava fallo ad ogni contatto fisico, roba che nemmeno nel basket (e in queste "carezze" sanzionate rientra anche quella che ha portato alla punizione-gol di Bocchiardi). Distanza dalla vetta sempre di 5 punti, patemi vari, psicoanalisi freudiana che prende il sopravvento sulla tecnica: càpita, quando si danno certe cose per scontate, e tra queste cose c'è la propria superiorità.
Bene. Il funerale è finito e si è trasformato in festa esattamente 7 giorni dopo. La partita che l'Isolese ha vinto contro l'Olimpia è stata la migliore di tutto l'anno. Non abbiamo sbagliato niente, e nel "niente" si comprende ogni cosa: anche il riscaldamento pre-partita. La squadra di Bogliasco, in casa, aveva sempre vinto. Neanche un punto concesso. L'Isolese se n'è presi tre, vincendo 2-0 (Brasesco, Rivara) e costringendo gli avversari a giocare in contropiede per tutto il primo tempo. Che l'Olimpia, coi suoi continui raddoppi di marcatura e gli schemi palla a terra preferiti al tristemente tipico "lancio lungo e speriam bene", giocasse a un livello superiore più o meno lo si sapeva. L'Isolese si è però perfettamente adeguata, coprendo tutti gli spazi e occupando per lunghi minuti la metà campo avversaria. Stavolta, insomma, al cospetto di una squadra forte e attrezzata i biancoverdi non si sono sciolti come contro il Vecchio Castagna. Ne è nata una sorta di anticipo di Seconda categoria, almeno dal punto di vista tecnico. Tra le belle sorprese, la versatilità di alcuni elementi, circostanza in cui il sottoscritto non credeva molto ed è felicissimo di avere sbagliato. Pisacane e Alessio Repetto difensori esterni impeccabili, Tiddia centrale in anticipo anche sull'orologio di Greenwich hanno risolto il problema degli infortuni e delle assenze che hanno momentaneamente cancellato la retroguardia titolare.
Complice il turno di riposo del Castagna, ora l'Isolese è a -2 dal primo posto. Poi certo, l'11 aprile siamo noi a star fermi un giro e così tutto si compensa. Ma la notizia è che siamo ancora lì in corsa per vincere l'intera posta, proprio quando lo sgonfiamento definitivo era dietro l'angolo.
Bene. Il funerale è finito e si è trasformato in festa esattamente 7 giorni dopo. La partita che l'Isolese ha vinto contro l'Olimpia è stata la migliore di tutto l'anno. Non abbiamo sbagliato niente, e nel "niente" si comprende ogni cosa: anche il riscaldamento pre-partita. La squadra di Bogliasco, in casa, aveva sempre vinto. Neanche un punto concesso. L'Isolese se n'è presi tre, vincendo 2-0 (Brasesco, Rivara) e costringendo gli avversari a giocare in contropiede per tutto il primo tempo. Che l'Olimpia, coi suoi continui raddoppi di marcatura e gli schemi palla a terra preferiti al tristemente tipico "lancio lungo e speriam bene", giocasse a un livello superiore più o meno lo si sapeva. L'Isolese si è però perfettamente adeguata, coprendo tutti gli spazi e occupando per lunghi minuti la metà campo avversaria. Stavolta, insomma, al cospetto di una squadra forte e attrezzata i biancoverdi non si sono sciolti come contro il Vecchio Castagna. Ne è nata una sorta di anticipo di Seconda categoria, almeno dal punto di vista tecnico. Tra le belle sorprese, la versatilità di alcuni elementi, circostanza in cui il sottoscritto non credeva molto ed è felicissimo di avere sbagliato. Pisacane e Alessio Repetto difensori esterni impeccabili, Tiddia centrale in anticipo anche sull'orologio di Greenwich hanno risolto il problema degli infortuni e delle assenze che hanno momentaneamente cancellato la retroguardia titolare.
Complice il turno di riposo del Castagna, ora l'Isolese è a -2 dal primo posto. Poi certo, l'11 aprile siamo noi a star fermi un giro e così tutto si compensa. Ma la notizia è che siamo ancora lì in corsa per vincere l'intera posta, proprio quando lo sgonfiamento definitivo era dietro l'angolo.
giovedì 19 febbraio 2015
Cinque a quattro
Poi, il pullman che ha portato in trasferta 50 tifosi da Isola per una partita di Terza Categoria rimarrà nella storia, ma il contraccolpo psicologico per la mancata festa si è fatto sentire. E infatti, l'Isolese è riuscita a fare il minimo indispensabile: due pareggi per zero a zero. Contro la Pro Pontedecimo, oltre a quella di Daga già fuori causa a Quarto, si sono aggiunte le assenze per squalifica di Schiappacasse e Tiddia, e quella per infortunio di Piaggio. Immediata la regressione, sul piano del gioco, col povero Navone a sobbarcarsi il peso dell'attacco. Qualcosa in più, in termini di gioco e di occasioni, si è visto a Pegli (anche se, ammetto, alla partita non c'ero).
Insomma, quella che abbiamo descritto qui sopra è la cronaca di un calo tecnico in una squadra di vertice. Il problema è che dal pomeriggio del 31 gennaio sembra un po' cambiato il mondo. Un po' come se la scoperta di non essere invincibili si fosse trasfigurata nell'errata convinzione di non poter più essere vincenti. E invece queste cose, le crisi dico, succedono. Chi ce l'ha a inizio anno, chi a metà (lo sapevate che l'Isolani ha pure esonerato allenatore e assistente?), c'è chi si scioglie come un ghiacciolo ad aprile e maggio. L'Isolese la sua spettanza di difficoltà la sta avendo ora, in febbraio, complici due o tre infortuni poco simpatici. Però gli uomini in campo sono gli stessi che hanno portato l'Isolese al secondo posto, per cui mi sembra di poter dire un'ovvietà: la ripresa è dietro l'angolo. Magari fin da domenica contro il Granarolo (Busalla, 16.45). Come finirà, a maggio intendo? Vinceremo il campionato? Andremo su? Sono due discorsi diversi, che vedremo in un prossimo post. Intanto vi consiglio di non prendere impegni per domenica pomeriggio.
martedì 27 gennaio 2015
10 ottimi motivi per andare a vedere l'Isolese questa settimana
1) Perché domenica il Vecchio Castagna ha pareggiato a sorpresa e ci troviamo a -3 da loro, per cui c'è la possibilità di arrivare allo scontro diretto a pari punti. E magari, poi...
2) Perché nel girone c'è un'altra squadra della Vallescrivia, il Montoggio, ma quello con l'Avosso è un po' più derby perché il destino evidentemente si diverte a incrociare la nostra storia con la loro: qualche nostro giocatore ha militato nell'Avosso; per contro, alcuni dei loro elementi risiedono a Isola o frazioni.
3) Perché proprio contro l'Avosso, all'andata, l'Isolese ha giocato la sua prima partita ufficiale. Finì in pareggio (gol di Repetùn), ma era una squadra tutta diversa: un po' impacciata, tatticamente ancora da definire. Ora è tutta un'altra cosa e possiamo dire davvero la nostra.
4) Perché un pullman (gratuito!) per andare a vedere una partita di Terza Categoria, da queste parti, non l'ha mai fatto nessuno.
5) Perché, insieme al nome "Isolese", sulla bocca degli appassionati di calcio genovesi (che sono tanti) viaggia anche il nome "Isola del Cantone": da territorio inesplorato a sede di una interessante squadra. Anche questo è marketing.
6) Perché quelli del Vecchio Castagna non lo diranno mai, ma hanno paura.
7) Perché quando l'Isolese gioca, segna e vince lo fa per gli isolesi. Molte delle squadre genovesi che affrontiamo lo fanno per quartieri in crisi d'identità o per gruppetti di amici.
8) Perché un pubblico così non ce l'ha nessuno, nemmeno ai piani superiori.
9) Perché l'Isolese gioca bene.
10) Perché per far giocare ancora meglio l'Isolese c'è bisogno del vostro meraviglioso tifo.
mercoledì 21 gennaio 2015
Destinazione Quarto
No. Malgrado le espressioni dei personaggi raffigurati nel bellissimo manifesto dell'eclettico Luca Mignone, terzino, ragioniere e grafico, la destinazione del viaggio non è l'ormai ex ospedale psichiatrico genovese, ma il campo sportivo Monsignor Sanguineti, quello che ospita le partite casalinghe del Vecchio Castagna.
Ebbene sì: l'Isolese, in vista della supersfida al vertice in programma sabato 31 gennaio, ha deciso di mettere a disposizione un servizio pullman per tutti coloro che vorranno seguire in trasferta i biancoverdi. Non c'è una tariffa fissa per partecipare, ma un'offerta libera da versare - chi vuole - il giorno della partita. L'iniziativa rende l'idea di come sia sentita questa partita in tutto l'ambiente isolese: d'altronde, al netto dell'esito delle gare del prossimo weekend, è la classifica qui a destra a testimoniarlo: una sorta di Juve-Roma, con i biancoverdi - se permettete, con le ovvie proporzioni - un po' più in forma della banda di Garcia.
Sarà il culmine di un periodo intenso per l'Isolese: il girone di ritorno si è concluso con il più fragoroso dei successi, contro il Davagna. Un 5-1 in cui l'Isolese ha messo in mostra tutte le sue qualità (potenziale offensivo ormai adeguato alla posizione di classifica, interdizione spietata con uno Schiappacasse ispiratissimo) e il Davagna ha francamente sconcertato un po' tutti: i 22 punti in classifica sono totalmente sproporzionati alla prestazione biancorossa, con una difesa in vacanza e pochissime e male abbozzate idee di gioco. Nonostante ciò, è emerso un vizio duro a morire da parte biancoverde: la convinzione che le partite finiscano non appena ci si trova in vantaggio di 2 o 3 reti. Dal 10' del primo tempo, sul 2-0, l'Isolese ha smesso di premere, finendo per subire un gol in seguito all'unica valida iniziativa avversaria e, fortunatamente, svegliandosi immediatamente: dal 3-1 di Navone in poi non c'è più stata partita.
In arrivo c'è il derby di ritorno con l'Avosso, che può essere molto più insidioso di quanto dica la classifica, e comunque - visti i molteplici incroci di ex gialloblu nell'Isolese e di residenti a Isola nell'Avosso - è una partita sentitissima, un ottimo viatico per lo scontro diretto del 31.
lunedì 12 gennaio 2015
Il gennaio biancoverde
La cosa più brutta della partita di sabato scorso, la prima dell'anno solare biancoverde, non è il rigore con cui il Don Bosco del capocannoniere Ariotti ha riacciuffato allo scadere un'Isolese che stava per portare a casa 3 punti (a proposito: c'era o non c'era? Dagli spalti abbiamo avuto l'impressione che il penalty ci potesse stare, ma registriamo l'impressione di alcuni nostri giocatori in campo, secondo i quali Ariotti sarebbe crollato a terra dopo essersi assicurato che l'arbitro lo stesse guardando). No, la cosa peggiore è che il guaio muscolare del capitano Fabrizio Bertero potrebbe non essere una sciocchezzuola. Diciamo soltanto che, a differenza di altre volte, la notte tra sabato e domenica non ha portato consiglio e ristoro alla muscolatura del 37enne difensore, che dovrà quindi sottoporsi a controlli. Volendo vedere il bicchiere mezzo pieno anche in una tale circostanza, dobbiamo dire che la perdita di Bertero è stata ben gestita in partita, con lo spostamento del jolly difensivo Schiappacasse sulla sinistra e l'inserimento in mezzo di "Giamba" Zuccarino, che al netto di qualche comprensibile errore minore, si è fatto trovare pronto.
Un buon punto, comunque, quello arrivato con l'1-1 di Cornigliano. Bravi più o meno tutti, viste le circostanze: squadra rimaneggiata e avversaria di tutto rispetto. Il Don Bosco sa giocare sulle fasce (pericolosa soprattutto la catena di destra Sbardellati-Tripodina) e ha quell'Ariotti i cui 15 gol in 14 partite sono perfettamente giustificati dai movimenti di cui è capace. Ha funzionato, all'uso, l'inedito 4-5-1 dell'Isolese, con Navone centravanti part time, pronto a suggerire gli spazi ai 5 centrocampisti.
Peccato soltanto che la contestuale vittoria del Vecchio Castagna sull'Olimpia abbia già laureato i levantini campioni d'inverno. Facendo invece, com'è giusto finora, la corsa soltanto con noi stessi, registriamo che manca solo un punto a quei 30 fissati come obiettivo per la fine del girone d'andata. L'occasione è da sfruttare: sabato alle 13.15 a Busalla (dimentichiamoci il Monte Moro per un po': dal test con la Sarissolese più che l'Isolese è uscito sconfitto il campo) arriva il Davagna. Poi c'è il derby con l'Avosso e infine lo scontro diretto in casa dell'attuale capolista. Direi che ci sono ottimi motivi per votare al biancoverde tutto il mese di gennaio.
PS - Se volete immaginarvi nei dettagli com'è andata sabato, o rivedere mentalmente la partita, a questo link c'è la radiocronaca integrale, primo e secondo tempo. Cliccatela, ché ci sono anche i nostri sponsor.
Un buon punto, comunque, quello arrivato con l'1-1 di Cornigliano. Bravi più o meno tutti, viste le circostanze: squadra rimaneggiata e avversaria di tutto rispetto. Il Don Bosco sa giocare sulle fasce (pericolosa soprattutto la catena di destra Sbardellati-Tripodina) e ha quell'Ariotti i cui 15 gol in 14 partite sono perfettamente giustificati dai movimenti di cui è capace. Ha funzionato, all'uso, l'inedito 4-5-1 dell'Isolese, con Navone centravanti part time, pronto a suggerire gli spazi ai 5 centrocampisti.
Peccato soltanto che la contestuale vittoria del Vecchio Castagna sull'Olimpia abbia già laureato i levantini campioni d'inverno. Facendo invece, com'è giusto finora, la corsa soltanto con noi stessi, registriamo che manca solo un punto a quei 30 fissati come obiettivo per la fine del girone d'andata. L'occasione è da sfruttare: sabato alle 13.15 a Busalla (dimentichiamoci il Monte Moro per un po': dal test con la Sarissolese più che l'Isolese è uscito sconfitto il campo) arriva il Davagna. Poi c'è il derby con l'Avosso e infine lo scontro diretto in casa dell'attuale capolista. Direi che ci sono ottimi motivi per votare al biancoverde tutto il mese di gennaio.
PS - Se volete immaginarvi nei dettagli com'è andata sabato, o rivedere mentalmente la partita, a questo link c'è la radiocronaca integrale, primo e secondo tempo. Cliccatela, ché ci sono anche i nostri sponsor.
venerdì 9 gennaio 2015
Don Bosco e l'infermeria
Piaggio e Daga infortunati (quest'ultimo nell'amichevole persa 4-2 con la Sarissolese), Mignacco indisponibile, Alessandro Parodi squalificato, Ghio influenzato. E' con questi nomi sottolineati in rosso che Bini, dopo l'allenamento di stasera, dovrà elaborare la formazione che domani (ore 14.30 all'Italo Ferrando di Cornigliano) affronterà il Don Bosco nella penultima giornata d'andata. Scelte ristrette in attacco, con Lungaro, Navone e Brasesco a giocarsi due posti; un po' meglio gli altri reparti, anche se a centrocampo l'assenza del Braveheart di Pietrafraccia non è esattamente una buona notizia. I diffidati sono Tiddia, Mattana e Schiappacasse.
La partita è importante, sia perché l'Isolese è ormai protagonista di un testa a testa con il Vecchio Castagna, sia perché tutti gli osservatori giurano che il Don Bosco malgrado il ritardo potrebbe entrare di prepotenza nella lotta per la vetta. E' anche la sfida tra il capocannoniere del girone (Anthony Ariotti, 14 gol) e la migliore difesa.
Fischia Trusendi di Genova, ed è il primo deja vu arbitrale della stagione. Lo abbiamo già incrociato in occasione della vittoria per 1-0 sull'Atletico Genova.
martedì 30 dicembre 2014
Brindisi!
Siccome è un dato di fatto che all'inizio del 2014 non esisteva nessuna squadra di calcio a Isola, il bilancio di questo primo anno biancoverde non potrebbe essere che positivo. Il bello, però, è che l'Isolese arriva al 31 dicembre in ottima salute e con già una bella quantità di ottime cose da raccontare. E' seconda in classifica, non ha mai perso una gara ufficiale (per chi ama la continuità narrativa riportiamo il risultato dell'ultima partita dell'anno solare: Isolese-San Martino 3-0), ha il miglior coefficiente partite/reti subite, ed è pure in testa nella classifica della Coppa Disciplina, quella che premia le società con meno ammonizioni, espulsioni e provvedimenti del giudice sportivo. E' la squadra più social di tutto il panorama dilettantistico genovese, a occhio e croce, con una pagina Facebook aggiornata continuamente, un blog aggiornato un po' meno continuamente e un servizio di diretta audio che partirà ufficialmente a gennaio.
Al netto di qualche lamentela sparsa riguardo l'utilizzo minoritario di giocatori locali (nel mondo esiste un solo Athletic Bilbao), è ottima la risposta della comunità isolese, un po' per questi motivi (squadra divertente e competitiva, lavoro di immagine) e un po' perché l'Isolese nasce proprio per identificarsi con il paese. Una caratteristica che, fatalmente, si dilava in quelle realtà cittadine dove le società calcistiche sono espressioni di quartieri in crisi d'identità (quanti residenti di Molassana, per fare un esempio a caso, vanno al Ca' dei Rissi a sostenere i rossazzurri in quanto rappresentanti del rione?) quando non di semplici gruppi di amici o di sponsor.
In tutto ciò - va detto - è un peccato non riuscire ad usufruire regolarmente del Monte Moro. Per un'estate, e fino a poche ore prima di Isolese-Vecchio Castagna, i dirigenti e varie altre persone hanno lavorato per mettere a punto la struttura per le partite casalinghe, finora utilizzata solo due volte. Più gravi del previsto i problemi di drenaggio: l'obiettivo, ora come ora, è di terminare l'esilio busallese prima degli ultimi due mesi di campionato, per tentare la corsa finale al titolo in casa nostra. Poi si vedrà.
In coda a queste considerazioni al retrogusto di cotechino e lenticchie, non possiamo non citare il gruppetto di giocatori che, per motivi vari, non fa più parte dell'Isolese. Rizzo, Francesco Firpo (il portiere) e Manicardi, d'accordo con la società, sono rientrati in possesso dei rispettivi cartellini. Diverse le motivazioni, dalla semplice mancanza di tempo per impegni vari al desiderio di cercare una squadra in cui giocare di più. Rizzo è di Isola e già lo conoscevamo come persona perbene, ma dopo questi pochi mesi in biancoverde possiamo dire la stessa cosa anche di Firpo e Manicardi (autore, quest'ultimo, del primo gol in assoluto della nuova Isolese, in un'amichevole a Garbagna). In bocca al lupo per tutto.
Con gli auguri di un 2015 ancor più pieno di soddisfazioni, ecco un piccolo cadeau: un'immagine che dimostra che l'allenatore Angelo Bini, a dispetto dell'ormai famoso coro dedicatogli settimanalmente dagli spalti, i Crodini li beve eccome.
venerdì 19 dicembre 2014
Spaccagioco
Il vero valore della vittoria per 2-1 dell'Isolese sull'Olimpia 1937 si è svelato giovedì pomeriggio, meno di 24 ore dopo la partita, quando il giudice sportivo ha disposto la ripetizione della famosa partita che i bogliaschini avevano perso contro il San Martino ma che era stata caratterizzata da un grave errore tecnico arbitrale. Visto che, se anche si rigiocasse la stessa partita 50 volte, il San Martino la rivincerebbe solo alla 51esima, di fatto l'Olimpia affrontata mercoledì a Busalla aveva in tasca tre punti più di quelli ufficialmente scritti in classifica.
Con il 2-1 firmato da Daga e Repetto (gol inframmezzati dal temporaneo pareggio di Polledro) l'Isolese è riuscita a difendere l'integrità del suo secondo posto in classifica. Non è stata una bella partita: l'Olimpia ha cercato di imporre il proprio gioco ma evidentemente non era serata per proporre un rustico tiqui taca come quello che s'è visto. L'Isolese, quel gioco, è stata brava a romperlo, pur non proponendo poi soluzioni offensive particolarmente efficaci e trovando i gol rispettivamente su errore avversario e su calcio piazzato. Il fatto che il gol dell'Olimpia sia stato anche il loro unico tiro in porta (anche in questo caso su piazzato, e con tanto di decisivo errore isolese), fa riandare la memoria alla partita casalinga contro il Vecchio Castagna, quando ancora una volta l'Isolese era riuscita a non far tirare praticamente mai una squadra sulla carta più titolata. Insomma, non è un caso che i biancoverdi continuino a vantare la miglior difesa del torneo.
Mercoledì, per la prima volta, chi era a casa ha potuto seguire l'Isolese non solo tramite diretta testuale ma anche attraverso una radiocronaca fruibile sul web, effettuata dal sottoscritto (mi perdonino le buonanime di Ciotti e Ameri). Come ormai sanno tutti, insieme a Gabriele Repetto (che fin da subito mi ha dato un grande aiuto) avevamo deciso di pubblicizzare la cosa solo pochi minuti prima, per una specie di effetto sorpresa (no, è una palla. La verità era che me la facevo sotto). Riscontrato un certo gradimento per questa iniziativa che non penso abbia corrispettivi nel calcio di Terza categoria, possiamo già annunciare che la prossima radiocronaca sarà quella di sabato 10 gennaio alle 14.30, da Cornigliano, per la sfida col Don Bosco. L'idea è quella di coprire il più possibile le trasferte e le partite casalinghe giocate a Busalla (non facciamoci illusioni, finché il meteo non consentirà l'asciugatura della porzione di Monte Moro "incriminata"). Ovviamente saranno raccontati tutti i 90 minuti, con l'aiuto di alcune seconde voci. Potrete ascoltare tutto direttamente su questo sito (il player è nella colonna a destra), oppure sul canale Mixlr dell'Isolese
Con il 2-1 firmato da Daga e Repetto (gol inframmezzati dal temporaneo pareggio di Polledro) l'Isolese è riuscita a difendere l'integrità del suo secondo posto in classifica. Non è stata una bella partita: l'Olimpia ha cercato di imporre il proprio gioco ma evidentemente non era serata per proporre un rustico tiqui taca come quello che s'è visto. L'Isolese, quel gioco, è stata brava a romperlo, pur non proponendo poi soluzioni offensive particolarmente efficaci e trovando i gol rispettivamente su errore avversario e su calcio piazzato. Il fatto che il gol dell'Olimpia sia stato anche il loro unico tiro in porta (anche in questo caso su piazzato, e con tanto di decisivo errore isolese), fa riandare la memoria alla partita casalinga contro il Vecchio Castagna, quando ancora una volta l'Isolese era riuscita a non far tirare praticamente mai una squadra sulla carta più titolata. Insomma, non è un caso che i biancoverdi continuino a vantare la miglior difesa del torneo.
Mercoledì, per la prima volta, chi era a casa ha potuto seguire l'Isolese non solo tramite diretta testuale ma anche attraverso una radiocronaca fruibile sul web, effettuata dal sottoscritto (mi perdonino le buonanime di Ciotti e Ameri). Come ormai sanno tutti, insieme a Gabriele Repetto (che fin da subito mi ha dato un grande aiuto) avevamo deciso di pubblicizzare la cosa solo pochi minuti prima, per una specie di effetto sorpresa (no, è una palla. La verità era che me la facevo sotto). Riscontrato un certo gradimento per questa iniziativa che non penso abbia corrispettivi nel calcio di Terza categoria, possiamo già annunciare che la prossima radiocronaca sarà quella di sabato 10 gennaio alle 14.30, da Cornigliano, per la sfida col Don Bosco. L'idea è quella di coprire il più possibile le trasferte e le partite casalinghe giocate a Busalla (non facciamoci illusioni, finché il meteo non consentirà l'asciugatura della porzione di Monte Moro "incriminata"). Ovviamente saranno raccontati tutti i 90 minuti, con l'aiuto di alcune seconde voci. Potrete ascoltare tutto direttamente su questo sito (il player è nella colonna a destra), oppure sul canale Mixlr dell'Isolese
lunedì 15 dicembre 2014
Come Buffon
Chi scrive rappresenta quanto di più lontano dalla juventinità si possa immaginare. Però è stato un episodio riguardante i bianconeri la prima cosa che mi è venuta in mente ieri, mentre grazie agli aggiornamenti in diretta di Gian Ghio seguivo le incredibili vicende di Ravecca-Isolese. "Abbiamo due palle così", ho proclamato non appena ho realizzato che avevamo appena vinto una partita che all'89esimo minuto era persa. Proprio come Buffon, dopo una vittoria della Juve a Cagliari con identico punteggio (ma diverso andamento): il portiere della Nazionale si era scatenato e con ampi gesti aveva reso edotto il pubblico riguardo la dotazione scrotale di sé e dei propri compagni.
E' l'unica immagine che riesco ad associare ad una partita che non ho potuto vedere dal vivo (ma su questo punto mi riservo di mentire tra qualche anno, visto che di un simile match si parlerà a lungo). Qualche mese fa, dopo quello 0-0 contro il Pegli che rimane finora la peggiore prestazione dei biancoverdi, avevo puntato il dito contro le carenze psicologiche di una squadra immatura e comodamente seduta sugli allori: un'analisi condivisa anche dal capitano Bertero. Dopo un'impresa come quella di ieri, possiamo gioiosamente seppellire in archivio il dossier con su scritto "vitello".
E in un tabellino pieno di significato come quello di Ravecca-Isolese, le buone notizia non arrivano solo dai minuti in cui sono stati segnati i gol, ma anche dagli autori: due nuovi acquisti, Daga e Brasesco, subito a segno, e poi Lungaro, che già aveva segnato su rigore ma che è stato costretto ad una faticosa rincorsa prima di raggiungere un buon stato di forma e regalarsi una soddisfazione grande come il gol "killer" di ieri a Genova.
giovedì 4 dicembre 2014
Sub judice
La sconfitta dell'Olimpia contro il San Martino nella scorsa giornata di campionato, allo stato attuale, non è mai esistita. E' quanto ha deciso il giudice sportivo, visto che la squadra di Bogliasco, immediatamente dopo il fischio di chiusura della partita, ha ufficialmente preannunciato ricorso. Il risultato, al momento, è quindi sub judice.
La storia è stata riportata da vari siti e organi d'informazione: l'arbitro Cambiaso di Genova, alcuni minuti prima del 90esimo, avrebbe dichiarato chiusa la gara per via delle quattro espulsioni comminate a giocatori dell'Olimpia. Si tratterebbe, ovviamente, di un errore grosso come una casa, in quanto è 5 il numero di cartellini rossi (esclusi ovviamente quelli a panchinari, tecnici e dirigenti) che determina l'automatica sconfitta di una squadra. Usiamo il condizionale perché la vicenda (per quanto affidabile sia la parola dei dirigenti Olimpia) non può essere verificata se non dagli organi competenti. Oltretutto, come prescrive il regolamento, il referto arbitrale sarà considerato ancora una volta alla stregua di una lapide marmorea, intaccabile solo da elementi schiaccianti. Se, comunque, la gara venisse rigiocata, in caso di successo l'Olimpia potrebbe seriamente dare fastidio all'Isolese, raggiungendola virtualmente a 19 punti.
Comunque si concluda la vicenda (conferma dell'1-0 finale o annullamento per errore tecnico e ripetizione), il protagonista è una recente conoscenza dell'Isolese: ha diretto i biancoverdi nella trasferta del Lagaccio contro il Granarolo. Nella memoria ci rimane una conduzione di gara poco autorevole, con botte assortite e tacitamente benedette, cartellini centellinati e uno scoppio d'isteria gestuale verso la fine di una partita quasi sfuggita di mano.
Sette è bello
L'importanza di una vittoria non è proporzionale al numero di gol segnati. Frase lapidaria, questa, che rischia di gelare l'entusiasmo che un po' tutta la Isola sportiva ha esternato dopo il 7-2 dell'Isolese sul Sampierdarena. Squadra che, lo ricordiamo, è una "sperimentale" della Sampierdarenese, composta quasi esclusivamente da ragazzi del '94 o giù di lì, non a caso guidata da un allenatore, Claudio Bernardini, che ha un talento innato per il lato "pedagogico" del calcio. Un'avversaria, insomma, il cui obiettivo è abituare i ragazzi al calcio degli adulti, più che far punti e lottare in classifica.
E allora sminuiamo il successo di domenica? Niente affatto. Perchè di tutti i possibili modi di vincere, l'Isolese ha scelto il migliore. La squadra di Bini ha giocato semplicemente bene. Pallone che viaggiava volentieri in verticale e preferibilmente a terra, lanci illuminanti che regalavano spazi immensi ai nostri attaccanti, contrasti puliti e perfettamente a tempo. I sette gol non sono frutto, come può far credere il tabellino, di un vile accanimento su un avversario alle corde, ma la pacifica conseguenza di un gioco tranquillo e naturale, senza forzature. E ciò è avvenuto anche perché l'Isolese ha affrontato al meglio l'unico momento potenzialmente critico che queste partite riservano: il primo quarto d'ora. Prendere l'impegno sottogamba e farsi travolgere dalla verve degli avversari (giovani e inesperti fin che si vuole, ma certamente pieni di freschezza atletica, grinta e sana incoscienza) è un attimo; la banda di Bini ha invece definito fin da subito le gerarchie, e prima ancora del gol d'apertura ha colpito un palo con Molinari.
La classifica continua così a far l'occhiolino all'Isolese. Secondo posto dietro al solito Vecchio Castagna che ha battuto il Pegli ancora una volta in rimonta (3-2) e un bello "0" nella casella delle sconfitte, mentre la difesa continua ad essere la migliore del campionato. Alle nostre spalle, un'interessante bagarre in cui si inserisce anche il Don Bosco, vittorioso nel recupero contro il Granarolo. Granarolo che domenica se la vede proprio col Vecchio Castagna, mentre noi riposiamo. O meglio: prepariamo il recupero di mercoledì sera contro l'Olimpia. Teoricamente, in un Monte Moro in un'inedita veste notturna e invernale.
E allora sminuiamo il successo di domenica? Niente affatto. Perchè di tutti i possibili modi di vincere, l'Isolese ha scelto il migliore. La squadra di Bini ha giocato semplicemente bene. Pallone che viaggiava volentieri in verticale e preferibilmente a terra, lanci illuminanti che regalavano spazi immensi ai nostri attaccanti, contrasti puliti e perfettamente a tempo. I sette gol non sono frutto, come può far credere il tabellino, di un vile accanimento su un avversario alle corde, ma la pacifica conseguenza di un gioco tranquillo e naturale, senza forzature. E ciò è avvenuto anche perché l'Isolese ha affrontato al meglio l'unico momento potenzialmente critico che queste partite riservano: il primo quarto d'ora. Prendere l'impegno sottogamba e farsi travolgere dalla verve degli avversari (giovani e inesperti fin che si vuole, ma certamente pieni di freschezza atletica, grinta e sana incoscienza) è un attimo; la banda di Bini ha invece definito fin da subito le gerarchie, e prima ancora del gol d'apertura ha colpito un palo con Molinari.
La classifica continua così a far l'occhiolino all'Isolese. Secondo posto dietro al solito Vecchio Castagna che ha battuto il Pegli ancora una volta in rimonta (3-2) e un bello "0" nella casella delle sconfitte, mentre la difesa continua ad essere la migliore del campionato. Alle nostre spalle, un'interessante bagarre in cui si inserisce anche il Don Bosco, vittorioso nel recupero contro il Granarolo. Granarolo che domenica se la vede proprio col Vecchio Castagna, mentre noi riposiamo. O meglio: prepariamo il recupero di mercoledì sera contro l'Olimpia. Teoricamente, in un Monte Moro in un'inedita veste notturna e invernale.
sabato 29 novembre 2014
L'avversario - Il misterioso 5 a 0
Pur avendo a che fare con Sampierdarena non più di un qualunque altro residente della provincia di Genova, l'avversaria che ospiteremo domenica suscita nel curatore di questo blog un paio di momenti che nelle esclusive cerchie dell'alta aristocrazia romana si definiscono "Estic***i?", come dire: "Ma chissenefrega, ma chi te l'ha chiesto".
Pazienza: tanto, sul Sampierdarena 1911 in sé, poco c'è da dire se non che si tratta di un interessante esperimento voluto dalla storica Sampierdarenese 1946, la società rinata un minuto dopo quella famosa fusione che diede vita a una squadra cara a parte dei genovesi (meno della metà, comunque). Il Sampierdarena 1911 è una costola, un laboratorio dove crescono giocatori giovani (l'età media sta poco sotto i vent'anni) che, in attesa di giocare nella squadra principale, si misurano con un campionato vero e non giovanile.
A guidarli, e qui è il primo momento "Estic***i", una vecchia conoscenza isolese. O meglio, di una frazione di Isola. La seconda patria di Claudio Bernardini è Montessoro, il paese delle sue ferie estive, sul cui campetto parrocchiale fino al 1994 si è giocato un discreto torneo diurno a 7. Le squadre che vi partecipavano rappresentavano i paesi da cui proveniva la maggior parte dei giocatori, piuttosto che i bar o le autofficine che li sponsorizzavano: Marmassana, Montecanne (ne faceva parte Mauro Pisacane, papà di Riccardo e massaggiatore dell'Isolese), Camere, Rocchetta, Borassi, San Martino, Isola, e naturalmente Montessoro. Per noi bambini era meglio dei Mondiali: tifavamo come se ne andasse dell'onore della patria. Il bello è che il Montessoro, che io ricordi, non ha mai vinto, anche se è sempre arrivato nelle prime 4: proprio come l'Italia di quegli anni. Il Montessoro aveva una maglia mai più vista da nessun'altra parte: metà bianca e metà gialla, ma divisa orizzontalmente anziché verticalmente. Malgrado questo, tutti dicevano "i gialloblu", forse perché "i biancogialli" o i "giallobianchi" suonava male, oppure perché in passato era stata adottata una divisa diversa. Mah: io cercavo di giustificare la definizione col colore dei numeri, che in effetti era blu. Beh, in questi biancogialloblu facevano faville un certo Fabrizio Barducco, che oggi ritroviamo efficace "nonno" di questa neonata Isolese, e proprio Claudio Bernardini. Rivederli assieme, domenica, mi farà tornare indietro di vent'anni.
E l'altro "Estic***i"? Quello è molto più nebbioso. "Isola-Sampierdarena cinque a sero", proprio con la "z" dolce. Così pronunciava questa frase la zia Rosetta, una persona che ha rappresentato quanto di più vicino al concetto di "nonna" potesse esistere per il sottoscritto. Se n'è andata nel 2005, oggi avrebbe 104 anni. Una trottola sempre in giro per i negozi di alimentari isolesi ("Quando morirò tutti i bottegai mi fanno il monumento: una statua di me con i sacchetti in mano"). Il suo era un racconto sulla cui veridicità c'era poco o nulla da dubitare, ma assai poco circostanziato. In sostanza, narrava Rosetta, una volta (quando? in che anno? dove? Ero troppo piccolo per conoscere la regola delle "5W") l'Isolese (o una squadra di calcio di Isola) aveva giocato una partita contro "il Sampierdarena" e aveva vinto 5-0, così qualcuno, in segno di sfottò, prese un gessetto e scrisse il rotondo risultato della partita su tutti i vagoni di un treno diretto appunto alla delegazione genovese. "Isola-Sampierdarena 5-0". Quando accadde, se si trattasse di un'amichevole della vecchia Isolese del 1928, se l'avversaria era magari la Sampierdarenese o una sua squadra riserve o proprio una compagine denominata "Sampierdarena", sono tutti particolari che ignoro. Già che ci siamo, qualcuno ne sa qualcosina in più?
Pazienza: tanto, sul Sampierdarena 1911 in sé, poco c'è da dire se non che si tratta di un interessante esperimento voluto dalla storica Sampierdarenese 1946, la società rinata un minuto dopo quella famosa fusione che diede vita a una squadra cara a parte dei genovesi (meno della metà, comunque). Il Sampierdarena 1911 è una costola, un laboratorio dove crescono giocatori giovani (l'età media sta poco sotto i vent'anni) che, in attesa di giocare nella squadra principale, si misurano con un campionato vero e non giovanile.
A guidarli, e qui è il primo momento "Estic***i", una vecchia conoscenza isolese. O meglio, di una frazione di Isola. La seconda patria di Claudio Bernardini è Montessoro, il paese delle sue ferie estive, sul cui campetto parrocchiale fino al 1994 si è giocato un discreto torneo diurno a 7. Le squadre che vi partecipavano rappresentavano i paesi da cui proveniva la maggior parte dei giocatori, piuttosto che i bar o le autofficine che li sponsorizzavano: Marmassana, Montecanne (ne faceva parte Mauro Pisacane, papà di Riccardo e massaggiatore dell'Isolese), Camere, Rocchetta, Borassi, San Martino, Isola, e naturalmente Montessoro. Per noi bambini era meglio dei Mondiali: tifavamo come se ne andasse dell'onore della patria. Il bello è che il Montessoro, che io ricordi, non ha mai vinto, anche se è sempre arrivato nelle prime 4: proprio come l'Italia di quegli anni. Il Montessoro aveva una maglia mai più vista da nessun'altra parte: metà bianca e metà gialla, ma divisa orizzontalmente anziché verticalmente. Malgrado questo, tutti dicevano "i gialloblu", forse perché "i biancogialli" o i "giallobianchi" suonava male, oppure perché in passato era stata adottata una divisa diversa. Mah: io cercavo di giustificare la definizione col colore dei numeri, che in effetti era blu. Beh, in questi biancogialloblu facevano faville un certo Fabrizio Barducco, che oggi ritroviamo efficace "nonno" di questa neonata Isolese, e proprio Claudio Bernardini. Rivederli assieme, domenica, mi farà tornare indietro di vent'anni.
E l'altro "Estic***i"? Quello è molto più nebbioso. "Isola-Sampierdarena cinque a sero", proprio con la "z" dolce. Così pronunciava questa frase la zia Rosetta, una persona che ha rappresentato quanto di più vicino al concetto di "nonna" potesse esistere per il sottoscritto. Se n'è andata nel 2005, oggi avrebbe 104 anni. Una trottola sempre in giro per i negozi di alimentari isolesi ("Quando morirò tutti i bottegai mi fanno il monumento: una statua di me con i sacchetti in mano"). Il suo era un racconto sulla cui veridicità c'era poco o nulla da dubitare, ma assai poco circostanziato. In sostanza, narrava Rosetta, una volta (quando? in che anno? dove? Ero troppo piccolo per conoscere la regola delle "5W") l'Isolese (o una squadra di calcio di Isola) aveva giocato una partita contro "il Sampierdarena" e aveva vinto 5-0, così qualcuno, in segno di sfottò, prese un gessetto e scrisse il rotondo risultato della partita su tutti i vagoni di un treno diretto appunto alla delegazione genovese. "Isola-Sampierdarena 5-0". Quando accadde, se si trattasse di un'amichevole della vecchia Isolese del 1928, se l'avversaria era magari la Sampierdarenese o una sua squadra riserve o proprio una compagine denominata "Sampierdarena", sono tutti particolari che ignoro. Già che ci siamo, qualcuno ne sa qualcosina in più?
venerdì 28 novembre 2014
Recupero!

Un post millegusti per recuperare il tempo perduto e sintetizzare quel che è accaduto in questi ultimi 10 giorni.
- Ancora una volta il calcio si è giustamente fermato per far posto a faccende più serie, come il ripristino di paesi inondati dal fango. Stavolta è toccato a Busalla: avremmo dovuto giocare proprio lì, domenica 16 novembre. Ma ormai, in questo feroce autunno, guardiamo più i siti di meteo che gazzetta.it.
- Il recupero di quell'ennesimo maledetto weekend è stato fissato, in accordo con l'Olimpia 1937: si gioca mercoledì 10 dicembre alle 21.30. In teoria, al Monte Moro.
- A proposito, cosa succede al campo? Niente di particolare, per fortuna, se non che il carico di pioggia caduto durante queste settimane è stato tale da non consentire l'asciugatura del terreno, che in vari punti somiglia a una risaia vercellese. Problemi di drenaggio? Evidentemente sì, in un campo praticamente neonato: la società si sta muovendo affinché le prossime stagioni piovose non creino simili problemi.
- Isolani-Isolese, oltre che un bel gioco di parole da Settimana Enigmistica, è stata anche una bella partita. Ne siamo usciti indenni (2-2), anche se il Vecchio Castagna, che fino al giorno prima era appaiato in testa con noi, ha approfittato della relativa facilità dell'impegno con la Pro Pontedecimo per allungare di due punti. Oddio, facilità: i gialloblu sono andati a riposo sotto di due reti, per poi rimontare nella ripresa.
- A proposito di Pro-Castagna, i padroni di casa si sarebbero lamentati dell'arbitraggio, imputando ad alcuni "aiutini" del fischietto l'impresa degli avversari. Proteste che noi ci limitiamo a registrare, non potendo ovviamente verificare di persona l'accaduto. In Isolani-Isolese, invece, è successo il contrario: la partita è stata al centro di un singolare caso di moviola fotografica. Genova Sport ha infatti onorato il big match di Terza della presenza di una fotografa (la brava Valentina Martini: sue le immagini che abbiamo pubblicato sulla pagina Facebook). Proprio un suo scatto ha dimostrato che il gol del 3-1 per l'Isolani annullato per fuorigioco era regolare, perché sul palo c'era un giocatore biancoverde che non riesco a riconoscere. Nulla da eccepire, se non che di errori così, in un torneo dove il guardalinee è una mera figura ornamentale, ne capitano 5 o 6 a partita. (AGGIORNAMENTO POSTUMO: Vero il fatto che Valentina Martini è brava e ha prodotto un bellissimo servizio sulla partita, ma abbiamo saputo successivamente che l'immagine in questione proviene da una telecamera fissa abitualmente piazzata a bordo campo da un dirigente dell'Isolani).
- Grossi guai arbitrali, invece, per il fanalino di coda Montoggio. Tredici mesi di squalifica al capitano Trofin, Magnani e Tamberi fermi per quattro giornate. Cinquanta euro di multa. Secondo il referto arbitrale, ci sarebbero stati spintoni, insulti, e calci ("Senza comunque provocargli danno", è l'annotazione del giudice sportivo) al direttore di gara. Vola una bottiglietta d'acqua "semipena", si scatena un parapiglia, e non appena riesce a mettersi al sicuro nello spogliatoio, l'arbitro Manuel Mascìa scrive per filo e segno il referto che condanna i biancoblu. Perché a questi livelli la giustizia sportiva è piuttosto spiccia, per motivi organizzativi che si possono anche comprendere, e il referto arbitrale è la Bibbia contro cui nulla può un normale ricorso. Scrivere una memoria difensiva improntata al "Non è vero, non è così, ho dei testimoni" è spreco di tempo e toner: solo un filmato, o un'analoga prova schiacciante, può intaccare la fedefacenza (è proprio scritto così nella giurisprudenza) del referto. Giusto per rinforzare il vecchio proverbio: un giocatore zitto è un giocatore salvo.
lunedì 10 novembre 2014
E salutàtela!
Sì, ok. Un recupero già disputato (e vinto), mentre le dirette concorrenti ancora devono giocarlo.
Sì, d'accordo. L'Isolani, mentre noi battevamo l'Atletico Genova in trasferta, ha appena osservato il turno di riposo.
Sì, vabbe'. Siamo pari con il Vecchio Castagna (che, per inciso, abbiamo già incontrato e battuto).
Però la classifica, al momento, è così come la vedete nel colonnino a destra. Isolese in testa insieme ai gialloblu di Quarto. Nove punti in otto giorni, partendo dal 3-2 sul Montoggio, passando per il 3-0 a Pontedecimo contro la Pro (Molinari dopo papera della difesa avversaria, Lungaro su rigore all'esordio e Barducco con un gol bellissimo: peccato non ci fosse nessuna telecamera o smartphone a riprenderlo) e atterrando sull'1-0 con cui abbiamo regolato l'Atletico Genova (con un po' di sofferenza: gli avversari hanno gettato al vento il rigore del pareggio). Quella dell'Isolese è la miglior difesa del campionato: 4 gol subiti in 7 partite, una media di poco più di uno ogni due match.
Insomma, è vero che la classifica va ancora "normalizzata" dai recuperi di Vecchio Castagna e Isolani (entrambi il 19 novembre). Ma siamo lì sopra, quindi... Salutate la capolista!
Sì, d'accordo. L'Isolani, mentre noi battevamo l'Atletico Genova in trasferta, ha appena osservato il turno di riposo.
Sì, vabbe'. Siamo pari con il Vecchio Castagna (che, per inciso, abbiamo già incontrato e battuto).
Però la classifica, al momento, è così come la vedete nel colonnino a destra. Isolese in testa insieme ai gialloblu di Quarto. Nove punti in otto giorni, partendo dal 3-2 sul Montoggio, passando per il 3-0 a Pontedecimo contro la Pro (Molinari dopo papera della difesa avversaria, Lungaro su rigore all'esordio e Barducco con un gol bellissimo: peccato non ci fosse nessuna telecamera o smartphone a riprenderlo) e atterrando sull'1-0 con cui abbiamo regolato l'Atletico Genova (con un po' di sofferenza: gli avversari hanno gettato al vento il rigore del pareggio). Quella dell'Isolese è la miglior difesa del campionato: 4 gol subiti in 7 partite, una media di poco più di uno ogni due match.
Insomma, è vero che la classifica va ancora "normalizzata" dai recuperi di Vecchio Castagna e Isolani (entrambi il 19 novembre). Ma siamo lì sopra, quindi... Salutate la capolista!
mercoledì 5 novembre 2014
Dal Lagaccio al Grondona
Post al volo per introdurre l'universo biancoverde al recupero di stasera contro la Pro Pontedecimo. Non ho assistito a Isolese-Montoggio 3-2 ma mi parlano di una buona prestazione e di una bella prova di carattere, dopo il serissimo tentativo di rimonta degli avversari. Bene così, quindi: stasera contro la Pro si cerca di agganciare il Vecchio Castagna al secondo posto (la classifica la aggiorno al più presto, abbiate pazienza!) sfruttando la tensione di sabato scorso, ancora viva.
Dopo il Lagaccio (dove oltretutto l'avversario si chiamava Granarolo), il Grondona: all'appassionato di giochi di parole non possono sfuggire questi casuali riferimenti a biscotti, latte eccetera celati nei nomi dei campi che ci ospitano. Segno che - volendo fare una battuta veramente da brividi - l'Isolese forse vuol mangiarsi gli avversari a colazione.
sabato 1 novembre 2014
Quando Dio fischia

Mai come per questo post è valido il disclaimer che vedete alla vostra destra: le opinioni qui espresse sono le mie personali e non coinvolgono l'Isolese, della quale questo blog non è un organo ufficiale. Ritengo comunque opportuno trattare qui la vicenda che segue.
Dunque come promesso ieri sul mio profilo Facebook, ecco qualche delucidazione in più a proposito di Klas Ingesson e la persona che, con un post pubblico e firmato, ha salutato in modo non rispettosissimo la sua dipartita. Sono spiegazioni che devo soprattutto a chi (legittimamente) ha pensato che il sottoscritto stesse operando una superficiale stigmatizzazione di tutta la tifoseria sampdoriana col pretesto dell'atto stupido di un suo singolo rappresentante.
Sgomberiamo subito il campo da equivoci: il tifo non c'entra. A me fanno schifo anche i genoani che hanno festeggiato la morte di vari presidenti blucerchiati, mi fanno ribrezzo gli juventini che inneggiano a Superga, i torinisti all'Heysel, i romanisti a Paparelli... e mi fermo qui per ragioni gastriche.
Ciò che ha mosso la mia indignazione è il ruolo svolto dall'autore dell'infelice post. Si tratta infatti di un arbitro di calcio. Un arbitro di Terza categoria designato per la direzione della partita odierna dell'Isolese. Lo ha scritto tranquillamente, in un post pubblico e firmato col suo nome: Pierluigi Peccetti, appartenente alla sezione Aia di Genova. Lo rivelo solo adesso che la partita è finita (ha arbitrato bene? Male? Non lo so: non ero alla partita, e comunque non mi interessa). Finora ho ritenuto di tacerlo per non esacerbare il clima della gara, tutto qui.
Ora però devo dirlo: non posso accettare che un arbitro, che ogni weekend è chiamato ad essere depositario della regolarità di una partita di calcio secondo principi di lealtà, esprima pubblicamente un commento così bestiale sulla morte di una persona: persona per di più appartenente al suo stesso mondo, quello del calcio. Con motivazioni peraltro mosse da nient'altro che una superficialissima logica "tifosa": il motivo per cui Klas Ingesson non merità la pietà, secondo questo signore, è di avere fatto il proprio mestiere di calciatore professionista e di avere segnato un gol che 15 anni fa ha determinato la retrocessione della squadra per cui costui fa il tifo. Personalmente ho cercato una minima traccia di humor nero in quel post: non ne ho trovato, in quel mare di livore.
Penso che il calcio non abbia bisogno di persone così, che infangano la divisa da arbitro e ne mortificano quell'autorità già di per sé messa a dura prova ad ogni partita (il pubblico medio di un qualsiasi match non è esattamente composto da lord inglesi, e ciò va ammesso senza remore). Come potrebbe instaurarsi quel delicato meccanismo di mutuo rispetto tra arbitro e giocatori in campo, se i giocatori sapessero che quell'arbitro, per un capriccio da tifoso curvaiolo, è capace di gettarselo sotto le scarpe, il rispetto?
Sono dirigente e appassionato di calcio, ma sopratutto sono attento ai problemi del mondo arbitrale (una vecchia amicizia mi lega ad un ex arbitro la cui carriera ho seguito da vicino). Ho presente il principio base "Arbitri in campo, arbitri nella vita"; sono tendenzialmente comprensivo nei confronti di un fischietto che sbaglia; qualche volta - sono un essere umano - mi capita di incazzarmi e urlare qualcosa, e dopo tre secondi mi prenderei a ceffoni. Per questo mi ferisce pensare che sotto quella divisa un tempo nera e oggi di colorazioni varie si possa nascondere uno spirito lontanissimo da quello sportivo. Anche se sono certo che, stavolta, siamo inciampati in una disdicevole eccezione.
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